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LA “PIGNA” E IL SECCHIONE

Sarà per l’eredità genetica di cui si è sempre mostrata orgogliosa, ma Alessandra Mussolini è una donna con gli attributi, lo dicono tutti. Per questo se la chiamano a presiedere la giuria de “La pupa e il secchione” le girano i cosiddetti (e non solo a lei per la verità…) mentre guarda rappresentata la superficialità, l’ignoranza, l’inettitudine di pupe che lei più appropriatamente definisce “pigne”. La Panicucci si affretta a ribadire che la mission del programma è quella di vedere in che modo la sola bellezza (la donna) e la sola intelligenza (l’uomo) possono interagire per migliorarsi… Mah!... Le pigne si sentono offese dal giudizio della Mussolini e qualcuna minaccia di andarsene, per poi tornare subito dopo (ovviamente). Ora io mi chiedo: una che non riconosce la foto di Che Guevara (d’accordo non sarà cultura questa) avrà capito la metafora della pigna?

Pubblicato il 8/9/2006 alle 20.26 nella rubrica Diario.

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