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LA DONNA TENTATRICE

Al supermercato, soprattutto di sabato, è facile imbattersi in una di “quelle”. Come tutti i week-end si piazzano nei percorsi obbligati delle corsie ad alta percorrenza tentando subito e senza ritegno un approccio verbale con gli avventori. Loro, le promotrici, invitano semplicemente ad ascoltarle e nel mentre cercano di rifilare ai deboli clienti - incapaci di dire NO grazie - l’ennesimo vasetto di yogurt omaggio ogni due litri di latte intero, incuranti del fatto che nei loro carrelli c’è già una scorta di un’altra marca.


 

Mi ci sono imbattuto anch’io.


 

Lei era nuda, sebbene l’Ipermercato fosse tutto un brulicare di gente di ogni tipo. Lei era altissima, malgrado fosse scalza, con i capelli biondi e lunghissimi  che le coprivano con due grandi ciocche i seni pieni e rotondi. Un serpentello le si avvolgeva attorno al collo slanciato quasi come un prezioso collier. Una vita strettissima e poi due fianchi armoniosi e una foglia di fico a coprire il pube dagli occhi indiscreti e invidiosi di casalinghe alle prese con mariti distratti da tagli di carne in offerta e non più interessati a tanto spettacolo della natura forse per colpa di quelle stesse mogli; occhi indiscreti e invidiosi anche di quelle commesse dell’Ipermercato alle prese con scaffali continuamente da riempire, commesse dalle femminilità umiliate da grembiuli rosa shocking con colletti e polsini bianchi. Improvvisamente gli annunci sulle varie offerte in corso si erano fermati e la Direzione aveva cominciato a diffondere una musica celestiale. Le file alla cassa smaltite in pochi secondi da cassiere volenterose di tornare subito a casa, e lei – avvolta ora in una luce che ne definiva ancor meglio i contorni femminili – senza che quelle perfette labbra rosee proferissero alcuna parola ma semplicemente abbozzando un sorriso, mi porgeva con piccole mani avvolte anch’esse in una luce celestiale. . .una vasetto di Nutella.


 

Ecco come sono andate esattamente le cose. Vado al supermercato, non prendo mai il carrello (tanto devo solo comprare il latte) e comincio a percorrere le corsie, ma dopo dieci minuti mi ritrovo già con le braccia piene di indispensalia (come si dice in centrocommercialese) quindi cerco un cestino, ma niente da fare  non ce n’è ombra. Vado alla cassa ed ecco che trovo la bionda in tailleur blu e cartellino identificativo sul petto (EVA – Promoter Ferrero) alla quale bruscamente dico: No grazie. Ma con l’animo in pena, io di Nutella ci vivrei. . .



 

Dura la notte. Ho sognato il gigante buono. Si svolgeva pressappoco così:


Se hai un collegamento ADSL clicca qui per visualizzare il mio sogno (attendi lo scaricamento del file .avi)

 





Ferrero presenta: Il gigante amico



(musica di sottofondo….)



il Gigante: Salve ragazzi, nel paese felice comincia il campionato e tutti sono contenti, ma si oscura la vallata c’è Jo-Condor in picchiata



(distrugge la rete del campo di calcio)



aiutante: Bacio le medaglie comandante, avete colpito ancora



Jo-Condor: E che? C’ho scritto Jo-Condor?



Coro di bambini del paese felice: Di tutto il mondo di tutto il mondo nessuno è cattivo come Jo-Condor



Il Gigante: cos’ha di nuovo combinato quel Jo-Condor?



Abitante del paese felice (un po’ alticcio): ha rotto la rete dello stadio



Voci (fuori campo) del paese felice: andava Patrizio, fischia l’inizio, andava Isacco, che gioca all’attacco, andava Donato, che gioca ingessato, andava Gastone, non perde il pallone, andava Ermete, che salva la rete, andava Lulù coi suoi occhi blu….



Jo-Condor: E che? C’ho scritto Jo-Condor?



Coro di bambini del paese felice: Gigante, pensaci tu



Il Gigante: ci penso io (e poggia la racchetta da tennis ricostruendo così la porta dello stadio).. ecco la rete della porta, ed ecco quel briccone di Jo-Condor (prendendolo per le penne del collo)



Jo-Condor: Ma mi lasci, non c’ho la mutua, ma siamo impazziti? (il Gigante lo lascia cadere proprio in corrispondenza della porta della rete, Patrizio fischia l’inizio della partita, Isacco tira subito in porta dove Jo-Condor è il portiere)



Jo-Condor: l’ho parata! Hiip, sono il migliore (ma subito si accorge che in realtà quello non è il pallone, bensì una bomba con tanto di miccia accesa. Deglutisce…e…)



BOOOMMMMMM



Si salva solo il suo becco che continua a parlare….



Jo-Condor: Sono salvo, sono incolume, vado in nazionale (alla fine si disgrega anche il becco)



Il gigante: Torna la felicità (musica di esultanza….)



Speaker: … e un gigante amico c’è per tutti: Ferrero con la sua Nutella, un gusto genuino per una merenda sicura



Bimba: oggi la spalmo su … una michetta



Altra bimba: e io sullo sfilatino



Bimbo: e io su questo (mostrando un diverso tipo di pane)



La Mamma: a merenda cambiano il pane, ma sopra vogliono spalmare sempre la loro Nutella, e hanno ragione, Nutella è fatta di cose buone e genuine, fatta per loro che non stanno mai fermi. Per variare merenda si può cambiare il pane, ma sopra si spalma spalma solo con N-u-t-e-l-l-a

Pubblicato il 17/10/2004 alle 12.10 nella rubrica Carosello.

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